Deadline 31 Jan 2027

Organizzare il lavoro nell’era digitale: cooperazione, conflitto e regolazione

A cura di:
Luigi di Cataldo, Università di Milano
Nicola Costalunga, Università di Torino
Marino Pezzolo, Università di Napoli

La digitalizzazione sta trasformando profondamente il mondo del lavoro. L’integrazione di piattaforme digitali, big data e intelligenze artificiali plasma la forma delle imprese, modifica i luoghi di lavoro, le mansioni e gli strumenti utilizzati dai lavoratori, riconfigurando inoltre le modalità attraverso cui il lavoro viene coordinato, organizzato e regolato (Leonardi 2020; Tirabeni e Miele 2020). In questo contesto in continua evoluzione, il dibattito scientifico ha prodotto un articolato campo di studi dedicato alle conseguenze economiche, sociali e politiche del capitalismo digitale (Srnicek 2017; Moore 2017; Kellogg, Valentine e Christin 2020; Vallas e Schor 2020), mettendo in luce fenomeni quali la precarizzazione delle condizioni lavorative, l’intensificazione dei processi produttivi, le insidie della gestione algoritmica, la centralità dei dati e i cambiamenti che coinvolgono le relazioni industriali (Woodcock e Graham 2020; Felstead 2022; Chicchi e Simone 2015).

Questo dibattito, tuttora in corso, ha contribuito in maniera decisiva alla comprensione del lavoro contemporaneo. Al tempo stesso, la letteratura si è sviluppata prevalentemente attorno a specifici oggetti empirici – dal lavoro di piattaforma allo smart working, dalla gig economy all’intelligenza artificiale – oppure attorno ai loro effetti più evidenti, quali automazione, sorveglianza, flessibilità o autonomia. Una simile articolazione del campo rischia tuttavia di lasciare sullo sfondo questioni di carattere più generale, che meritano di essere periodicamente riprese e problematizzate: in che modo la digitalizzazione sta trasformando l’organizzazione del lavoro?

Assumere questa prospettiva significa spostare l’attenzione dalla tecnologia alle relazioni sociali che essa contribuisce a riconfigurare. Più che introdurre nuovi strumenti produttivi, la digitalizzazione modifica infatti le modalità attraverso cui il lavoro viene coordinato, le organizzazioni/istituzioni definiscono i propri confini, l’autorità viene esercitata e negoziata, la cooperazione prende forma e il conflitto si manifesta, ridefinendo le soggettività e il senso stesso del lavoro (Costalunga e Di Cataldo, 2026; Pezzolo e Ascoli 2025; Izak, Reissner e Shortt 2023; Gandini 2015). Entro questa cornice, nuove forme e dispositivi di regolazione (nazionali e sovranazionali) intervengono a disciplinare i rapporti tra lavoratori, imprese e istituzioni. Piattaforme digitali, algorithmic management, lavoro da remoto e automazione del lavoro possono così essere letti non come fenomeni separati, ma come espressione delle configurazioni attraverso cui si riorganizzano le relazioni di lavoro nel capitalismo odierno.

Questa prospettiva invita anche a riconsiderare alcune delle dicotomie che hanno orientato larga parte della letteratura sul lavoro digitale. Le opposizioni tra autonomia e subordinazione, presenza e distanza, tempo di vita e tempo di lavoro, impresa e mercato, fisico e digitale, cooperazione e conflitto appaiono infatti sempre meno adeguate a descrivere configurazioni organizzative caratterizzate da interdipendenze molteplici, confini porosi e continui processi di ricomposizione (Angelici e Profeta 2023; Albano, Parisi e Tirabeni 2019).

Cooperazione e conflitto non costituiscono, in questa prospettiva, dimensioni alternative, ma processi reciprocamente costitutivi attraverso cui il lavoro viene organizzato, governato e continuamente negoziato tra le diverse parti coinvolte.

Muovendo da queste considerazioni, la presente Call for Papers intende promuovere una riflessione sulle trasformazioni dell’organizzazione del lavoro nell’era digitale, assumendo la digitalizzazione non come un oggetto circoscritto di ricerca, bensì come una prospettiva attraverso cui interrogare i mutamenti delle relazioni di lavoro contemporanee (Palumbo et al. 2023). La call è indirizzata verso contributi teorici ed empirici che, a partire da differenti contesti produttivi e organizzativi, esplorino le modalità attraverso cui cambiano le forme del coordinamento, della cooperazione, del conflitto e della regolazione nelle economie attualmente in essere. La call è inoltre aperta a prospettive teoriche e metodologiche differenti e intende favorire il dialogo tra ambiti disciplinari diversi. Saranno particolarmente apprezzati quei contributi che, pur muovendo da casi empirici differenti – quali il lavoro di piattaforma, lo smart working, l’algorithmic management, le industrie culturali e creative, il coworking, le trasformazioni delle relazioni industriali, i processi di regolazione istituzionale o le dimensioni territoriali della digitalizzazione – utilizzino tali contesti come osservatori privilegiati per comprendere le trasformazioni dell’organizzazione del lavoro e delle relazioni sociali che la sostengono, esplorando le mutevoli esperienze dei lavoratori in termini di alienazione, riconoscimento e benessere.

I testi – inediti e non sottoposti contemporaneamente alla valutazione di altre riviste  vanno inviati direttamente dal sito web di Cambio entro e non oltre il 31/01/2027: https://oaj.fupress.net/index.php/cambio

Info Contact: cambio@dsps.unifi.it

La decisione sulla pubblicazione dei contributi spetta alla Redazione, sulla base dei pareri raccolti tramite doubleblind peer review. I testi inviati devono essere corredati di: a) abstract in inglese dove si indicheranno in modo chiaro e sintetico i punti salienti dell’articolo; b) alcune parole chiave (da 3 a 6, in inglese) per richiamare, in estrema sintesi, gli argomenti trattati.

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